sabato 21 marzo 2015

Anders als die Andern (Different from the others)

Anders als die Andern (Different from the others) e' un film muto Tedesco del 1919, che parla apertamente di omossessualita'.
La storia narra di Paul Körner, un famoso violinista, che si innamora, ricambiato, di un suo allievo, e per questo motivo viene ricattato.


(Conrad Veidt e Fritz Schulz)

Il film si sviluppa analizzando con grande realismo i sentimenti, le paure, la condizione esistenziale di un omosessuale nella Germania dei primi novecento, dove era in vigore il paragrafo 175, piu' volte citato nella storia, che si riferisce ad un articolo del codice penale Tedesco, rimasto in vigore sino al 1994, che considerava i rapporti omosessuali come un crimine.
Pur presentando teorie ormai superate, trovo questo film molto bello, e trovo che dovrebbe essere visto da molti ai nostri giorni.
Conrad Veidt che adoro, offre anche in quest'occasione una prova di recitazione magnifica, e il modo in cui l'intera storia viene narrata, e' estremamente rispettoso, delicato e vero, considerando l'epoca. Non vi ho trovato forzature, solo tanta realta'.
Guardatelo, merita tantissimo.



Qua il link per vederlo integralmente su Youtube
Pagina Wikipedia dedicata.

giovedì 12 marzo 2015

The Snowman

Complice un periodo di scarsa creatività letteraria, quest'oggi mi sono finalmente decisa a guardare un film di animazione, archiviato da tempo nella mia lista di cose da vedere.
Ho scoperto l'esistenza di The Snowman grazie a Tumblr. Uno dei blog che seguo, mise in bacheca un set di gif animate che mi incuriosirono molto, e così andai a cercare il film su YouTube, trovandolo.



The Snowman è un film Inglese del 1982, (il termine più corretto sarebbe special di natale ma vabbè...) tratto dall'omonimo libro per bambini di Raymond Briggs.
The Snowman è un libro di sole illustrazioni, ed il film è esclusivamente musicale, privo di dialoghi.
Si tratta di un'animazione realizzata disegnando su pellicola, tramite l'utilizzo di pastelli, pastelli a cera, ed altri media tradizionali.
L'effetto è fiabesco e delicato, sembra di vedere il libro prendere vita!
Il film narra di un bambino euforico per la caduta di una copiosa nevicata, che decide di realizzare un grande pupazzo di neve.
Allo scoccare della mezzanotte, il pupazzo prende vita.
La prima parte della storia, narra di come lo Snowman parta all'esplorazione della casa dove abita il bambino, il quale gli mostrerà tutte le “meraviglie” che essa contiene, suscitando in lui interesse e stupore.
Nella seconda parte, il pupazzo di neve porterà via con sé il bambino in un viaggio fantastico, che li condurrà (volando), sopra città e paesi, sino a quando i due approderanno ad una foresta popolata da altri pupazzi, nella quale incontreranno Babbo Natale.



Questa fase del racconto viene impreziosita e sottolineata dalla splendida canzone “Walking in the air”, e presenta panorami riconducibili alla città di Brighton nel sud est dell'Inghilterra, luoghi ben noti a Briggs, il quale vive nella zona dal 1961.
L'animazione differisce dal libro in vari punti, cambiati per dare un taglio spiccatamente natalizio all'insieme.
Nella storia originale il bambino non ha nome, mentre nel film è chiamato James.
Questo dettaglio venne aggiunto da una delle animatrici, e si riferisce a quello del suo fidanzato dell'epoca, divenuto poi suo marito.
Dai commenti che ho sbirciato sotto il video, mi pare di aver capito che questo piccolo film, è divenuto negli anni un grande classico natalizio per le famiglie inglesi, e devo dire che capisco perfettamente il motivo di questa scelta.
The Snowman sono 25 minuti e rotti di poesia ed innocenza, che tutti i bambini (cresciuti e non) dovrebbero vedere.
Consiglio caldamente la visione di questo piccolo frammento di infanzia e meraviglia, ricordandovi che potete trovarlo per intero su YouTube.



domenica 1 febbraio 2015

Riding Bean

Mi piace ascoltare musica, ma non ho un genere fisso e definito, vado a periodi.
Ultimamente ho scoperto (per caso, e grazie alla mia anima curiosa) la New Retro Wave, che e' diventata colonna sonora fissa delle mie giornate.
La retro wave e' un genere musicale, che si basa sul recupero di sonorita' ed estetica anni '80/'90, unite alla tecnologia attuale.
Non ho trovato definizioni chiare e nette del fenomeno, quindi perdonate la vaghezza.
In ogni caso, grazie ad alcuni fan video presenti in playlist e canali dedicati al genere, ho potuto scoprire piccoli gioielli di animazione fine anni '80 ed anni '90, che vorrei proporre sulle pagine del mio blog.
Il primo si chiama "Riding Bean", e sono venuta a conoscenza della sua esistenza, grazie al brano "Overdrive" dei Lazerhawk.


Incuriosita dalle immagini presenti nel video, ho cercato informazioni in rete, approdando infine a questo anime del 1989.
Nei 45 minuti e rotti, possiamo seguire Bean Bandit e la sua collega Rally Vincent, una splendida ragazza abilissima nell'uso delle armi da fuoco, nel corso di una "normale" giornata lavorativa.
Bean e Rally sono titolari di un'agenzia di consegne rapide, per merce ad alto rischio.
Incaricati di riportare a casa la figlia undicenne di un facoltoso imprenditore, sfuggita ad un rapimento, si ritroveranno accusati essi stessi di aver sottratto la piccola, a causa degli intrighi messi in atto, da una coppia di ex clienti.
Qua trovate la wikia completa.
I temi trattati e la presenza di scene violente, sparatorie, nudita' e allusioni sessuali, lo rendono un prodotto riservato ad un pubblico adulto.
L'ho trovato godibilissimo, divertente, e Bean Bandit, il protagonista muscoloso, fortissimo e dal mento monumentale, e' quanto di piu' carino possa esistere al mondo, nonostante i modi rudi e quell'aspetto per nulla rassicurante.
Sono certa che se vi verra' voglia di spendere 45 minuti e rotti a visionare questo anime, sarete d'accordo con me, e finirete pure voi con l' adorarlo!
Colori brillanti, azione, corse spericolate in auto potenti, disegni che presentano un perfetto mix di realismo e crudezza, sono stati un bellissimo modo di trascorrere il tempo, in compagnia di un prodotto che unisce qualita', svago, bei personaggi, e una storia priva di grosse cadute di ritmo.
Rendo disponibile  l'anime intero a chi fosse curioso, mettendomi in attesa dei vostri pareri.





domenica 25 gennaio 2015

The man who laughs (1928)



Di tanto in tanto, amo guardare film muti. Trovo possiedano un fascino straordinario, o semplicemente, si addicano al mio spirito da "vecchia dentro".
Non sono un'esperta di cinema, scrivo delle sensazioni, di quanto queste pellicole mi lasciano dentro.
La prima che vi propongo, e' "The man who laughs", che e' stato anche il mio primo film muto, e devo dire che il caso o l'istinto, mi hanno regalato un "battesimo" davvero notevole.
Questo film occupa tutt'ora il posto del mio preferito in fatto di recitazione, e la storia, (adattamento di una novella di Victor Hugo) seppur "addomesticata" nel finale per incontrare i gusti del pubblico, mi e' parsa davvero splendida.
Cio' che mi ha colpito, e' stata per l'appunto, la recitazione.
Conrad Veidt, uno dei protagonisti, costretto ad esprimere ogni minima variazione dell'animo usando solo gli occhi, fa un lavoro magistrale. Vi sono parti in cui l'amore viene reso con gesti talmente semplici ma pieni di significato, da ridicolizzare tutti i "feels" modermi come nulla fosse.
Sara' che amo la sottrazione, ma ho apprezzato grandemente tutto cio'.
Gwynplaine, il protagonista, "l' uomo che ride", ha ispirato la figura del Joker, una chicca che gli amanti del personaggio troveranno interessante (spero).
La storia, in breve, narra di Gwynplaine, un bambino sfigurato per motivi che non vi spoilero, in modo da avere il viso atteggiato ad un eterno e grottesco sorriso.
Adottato da una sorta di eremita/girovago, si esibira' una volta cresciuto come fenomeno da braccone, accompagnato da Dea, una splendida fanciulla cieca, che Gwynplaine salvo' da morte per assideramento, quando lui era un bimbo, e lei appena nata.
I due si amano, ma naturalmente qualcosa accade a scombinare una vita apparentemente quieta, turbata dai tormenti vissuti da Gwynplaine riguardo la propria deformita', e l'effetto che suscita sulle persone "normali".
Consiglio senz'altro la visione di quest'opera, disponibile per intero su Youtube.

Qua la scheda wikipedia del film ed informazioni su Conrad Veidt, che trovo oltre che bravissimo, anche bellissimo (il che non guasta).

Qua invece, scheda wikipedia dell'opera originale